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 Millennium Member
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| E' un Lewis Hamilton in crisi quello che sta affrontando questo difficile inizio di stagione. E non solo per i risultati. Il campione del mondo, infatti, ha confessato che le recenti vicende extrasportive lo hanno pesantemente segnato. "Mi sento come tutti quelli che devono stare in prigione anche se sono innocenti. Voglio essere un pilota, non un politico. Non mi diverto più a correre in questa F1", ha detto l'inglese al Times. Pur ribadendo di avere "commesso un errore" in Australia, Hamilton sostiene di ritenere chiuso quel capitolo e che tutti i problemi da lì seguiti non lo riguardano. "Io faccio il pilota, non sono un politico, ma purtroppo mi sono reso conto che in Formula 1 di politica ce n'è fin troppa. Quando sono arrivato in questo mondo sono rimasto scioccato da quanta politica ci sia. Ci si perde davvero troppo tempo. Sfortunatamente per alcune ragioni la Formula 1 funziona così. Ci si diverte molto di più invece nelle categorie inferiori, dove piloti e team sono lì solo per correre", ha sottolineato la stella della McLaren-Mercedes. Con soli 9 punti messi assieme nelle prime cinque gare del 2009, Hamilton è in difficoltà anche in pista, con un titolo che difficilmente potrà difendere visto il netto ritardo della McLaren dalle migliori scuderie. "La Brawn ha una macchina per vincere il Mondiale, sarà durissima, ma io punto sempre alla vittoria - ha concluso Hamilton - . Possiamo ancora sperare di migliorare la nostra monoposto e poi a metà stagione vedremo a che punto saremo arrivati. Ma Button sta facendo un grande lavoro". 15 maggio 2009 |
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